Ricerca e produzione filmica

Studiare e filmare le culture musicali

Sin dall’inizio dei miei studi accademici ho maturato un profondo interesse nei confronti dell’antropologia culturale – che indaga i comportamenti, le norme, i valori, il linguaggio e le credenze delle diverse società umane – e dell’etnomusicologia, che si incentra sullo studio delle intricate relazioni tra musica e cultura. Ho sempre concepito i film come uno strumento potente e altamente creativo per raccontare storie, e nel 2018 ho iniziato a produrre film etnografici come strumento per comprendere e diffondere le culture musicali di tradizione orale. Il mio entusiasmo è cresciuto durante la mia formazione specialistica, e ho trascorso la maggior parte degli ultimi 10 anni conducendo attività di ricerca sul campo e di filmmaking in varie località del Sud Est asiatico (Indonesia, Cambogia) e del Sud Italia (Sardegna, Puglia).

Calung: bambù e musica a Banyumas
(Giava Centrale)

Nel distretto indonesiano di Banyumas (situato al confine tra Giava Centrale e Giava Occidentale), il termine gamelan calung definisce un ensemble musicale composto da vari strumenti di bambù di diverso registro, un set di tamburi a doppia membrana e un ‘gong soffiato’. Probabilmente introdotti a Banyumas all’inizio del XX secolo da troupe di artisti itineranti, gli idiofoni calung sono stati sviluppati nella loro forma attuale alla fine degli anni ’60. Nei decenni successivi, grazie alla registrazione e distribuzione di cassette commerciali e all’inclusione di questa musica nei programmi educativi di alcune delle principali accademie artistiche di Giava centrale, la musica calung ha gradualmente guadagnato visibilità, al punto da essere considerata un’icona dell’identità culturale di Banyumas

La musica calung è caratterizzata da tempi di esecuzione sostenuti, densi intrecci ritmico-melodici, repentine variazioni dinamiche e da una stretta interazione tra parti vocali e strumentali, attributi che le conferiscono un carattere particolarmente vivace. Come altre musiche giavanesi, si basa su processi di elaborazione simultanea di melodie iterate, che seguono regole e schemi con un alto grado di variabilità. I musicisti sono “liberi” di scegliere i propri percorsi e di variarli estemporaneamente, purché questi siano in linea col la struttura e con la progressione cadenzale dei brani eseguiti.

la danza Lénggér

Tradizionalmente, la musica calung è accompagna la danza lénggér, eseguita da danzatrici o danzatori travestiti. Questa tradizione è stata a lungo percepita come un grezzo intrattenimento rurale a causa della sua sensualità corporea e maliziosità, in contrasto con i principi islamici di buona condotta e gli ideali di grazia femminile che caratterizzano le tradizioni coreutiche cortesi di Giava Centrale. Negli anni ’60 la danza lénggér è stata ‘ripulita’ dei suoi aspetti più grezzi ed è gradualmente divenuta una professione artistica rispettata. I movimenti canonici della danza sono stati stabiliti a partire dagli anni ’70, introducendo coreografie innovative che abbracciavano influenze da tradizioni regionali affini. Il genere ha guadagnato una significativa visibilità mediatica negli ultimi due decenni, grazie ad artisti di fama internazionale come il danzatore Rianto. I temi della fluidità di genere e dell’androginia sono ricorrenti nella filosofia e nelle arti performative giavanesi. La transizione dalla sfera maschile a quella femminile porta un significato profondo che va oltre le categorie di genere convenzionali.

Le performance di calung-lénggér hanno luogo entro una varietà di celebrazioni rituali-propiziatorie o meramente spettacolari. La prima categoria, oggi sempre più rara, include cerimonie comunitarie volte a guarire il bestiame malato, purificare i villaggi da entità malevole o propiziare il raccolto annuale. Nella contemporaneità, la funzione rituale di queste pratiche è stata gradualmente assorbita dalle logiche e dalle esigenze dell’intrattenimento pubblico. Le compagnie locali sono oggi assunte per celebrazioni private (matrimoni, circoncisioni) o festività comunitarie, spesso in coincidenza con specifici eventi calendari. Il calung-lénggér trova posto entro una varietà di occasioni meramente spettacolari, quali competizioni, concerti e festival. Il repertorio eseguito include brani locali cantati nel dialetto Banyumas, altri brani regionali (per lo più centro-giavanesi) e anche canzoni pop riarrangiate e nuove composizioni, riflettendo l’apertura e la grande vitalità della musica calung.

Filmare la musica calung

Calung Banyumasan: Shaping Bamboo, Sounding Identities.

Zappatore, Daniele, e Yusmanto. 2020, Indonesia / Italia (45 min.)

Il mio primo film amatoriale, che esplora l’importanza della musica calung nel suo contesto socio-culturale e il processo di costruzione degli strumenti in bambù attraverso lo sguardo di tre esperti musicisti locali.

Approfondisci l’argomento e guarda il film!

Carang Pring Wulung: the Journey of a Bamboo Gamelan Maestro.
Zappatore, Daniele. 2022, Indonesia / Italia (63 min.)

Questo documentatio, prodotto con il supporto della borsa di ricerca Diego Carpitella 2021 (IISMC, Fondazione Giorgio Cini, Venezia), segue la storia e la crescita professionale di Darno, musicista, compositore e docente accademico giavanese impegnato nella preservazione, promozione e sviluppo della musica calung. La sua testimonianza autobiografica è un punto per esplorare il modo in cui questa tradizione viene trasmessa e le sue caratteristiche musicali, che sono descritte per mezzo di trascrizioni in tempo reale e animazioni grafiche

Riconoscimenti: menzione onoraria, ICTMD
Film prize 2023.

Guarda il film!

Progetti Internazionali

Nel mese di maggio 2024, in occasione del 75° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Indonesia, ho coordinato un progetto internazionale sostenuto da università italiane, fondazioni e conservatori di musica, in collaborazione con centri d’arte indonesiani e istituzioni diplomatiche / governative – inclusa l’Ambasciata indonesiana a Roma e il Ministero per l’Istruzione, la Cultura, la Ricerca e la Tecnologia – volto a realizzare il primo tour di calung-lénggér in Italia. Il progetto ha portato 10 artisti rinomati da Banyumas a tenere una serie di workshop, performance e sessioni di registrazione a Venezia, Roma e Napoli. Alcuni estratti delle performance sono disponibili nella galleria video di questa sezione.

Approfondimenti sulla musica calung:

Zappatore, Daniele (2026, in corso di publicazione): Gamelan Calung: musica e identità culturale a Banyumas (Giava Centrale), tesi dottorale in Musica e Spettacolo, Sapienza Università di Roma, Neoclassica.

Zappatore, Daniele. 2025. “Variante con moto”: Alcune considerazioni sui processi di elaborazione melodica nella musica calung di Banyumas (Giava Centrale), in Chelini, G., Chiarofonte, L., Meloni, I. e Rizzoni, C. (eds.) “Sui sentieri della musica: scritti in onore di Giovanni Giuriati”. Roma, Neoclassica. 

Zappatore, Daniele. 2025. Calung: gli ensemble in bambù di Banyumas (Giava Centrale) / Calung: The Bamboo Ensembles of Banyumas (Central Java), Venezia, Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati, Fondazione Giorgio Cini. 

Zappatore, Daniele. 2020. Calung Banyumasan: Shaping Bamboo, Sounding Identities. Etnografie Sonore / Sound Ethnographies 3 (1): 169-178.

Ébég: la danza di possessione con fantocci di cavallo di Banyumas

Nel corso delle mie ricerche etnografiche a Banyumas, sono rimasto affascinato dall’uso e dalla funzione simbolica della musica nell’ambito dell’ébég Banyumasan, una variante locale della danza di possessione con fantocci di cavallo genericamente conosciuta come jaran kepang o kuda lumping (“cavalli intrecciati”). Questa pratica performativa, che mette assieme danza, musica e fenomeni di possessione spiritica, è strettamente legata al kejawén giavanese – una tradizione animista sincretica che combina metafisica e misticismo con dottrine esoteriche di derivazione buddista, induista e islamica.

 

La mia ricerca ha messo in luce le caratteristiche distintive dell’ébég e il suo processo di trasformazione, mostrando come, nonostante questa tradizione sia sempre più immersa nella sfera dell’intrattenimento spettacolare, mantenga ancora una forte connotazione rituale. Nel 2024 ho iniziato a produrre un documentario sul tema, in collaborazione con esperti e praticanti locali. Il risultato è il film collaborativo ‘Nggayuh indhang: Sincretismo Religioso, Musica e Trance nell’ébég di Banyumas’, che è stato post-prodotto con il supporto di una Wenner Gren / Fejos Postdoctoral Fellowship in Ethnographic film (NY, USA).

Etnografie italiane

Durante la mia formazione accademica ho avuto anche l’opportunità di condurre attività di ricerca e filmmaking in Italia centrale e meridionale. Ho collaborato con istituzioni private e pubbliche nella raccolta di documentazione audiovisiva su festività tradizionali, eventi religiosi e il fenomeno del revival della musica popolare, spesso approfondendo le storie di vita dei musicisti che ho incontrato come strumento per accedere a una più ampia gamma più di temi e saperi musicali.

 

Oltre a documentare storie e fenomeni musicali a scopo di conservazione, nell’ambito del progetto MLS (“Musical Lives on Screen”, Università La Sapienza di Roma) ho prodotto due mediometraggi su Claudio Cavallo Giangiotti (esponente del revival della musica popolare salentina) e Pejman Tadayon (musicista, compositore e pittore, tra i massimi esperti di musica persiana e sufi in Italia).

Guarda il Trailer!

Ogni progetto nasce dalla curiosità: un suono, una storia, un ritmo che attendono di essere ascoltati. Creiamo nuove connessioni attraverso musica, film e cultura.